Venerdì scorso sono andata alla cena di classe organizzata da alcuni compagni delle scuole medie, di venticinque eravamo in tredici (numero che ricorre spesso nella mia vita assieme all'undici, al tre e al trentatré), di quei tredici eravamo cinque ragazze.
Mi sono sentita sull'orlo dell'indecisione fino all'ultimo, temevo che non fosse cambiato niente in undici anni, nonostante mi ripetessi che era assurdo che fossero rimasti tutti invariati, ma il mio timore si è rivelato fondato.
All'ultimo ho deciso di andare e ho rivisto alcuni di loro, scoprendo con mio rammarico che il modello proposto alle scuole medie, fatto dai gesti, dalle idee, dal modo di parlare è rimasto uguale, ha solo trovato evoluzione entro se stesso. Sono tutti cresciuti e sono tutti maturi, il problema è che lo sono troppo e in un modo che ai miei occhi sa di giustificazione. Lavorano già tutti, il che a ventisei anni non è strano, ma sono già tutti accasati con la stessa persona da sei, nove, chi addirittura da dodici anni. Un paio di loro sono già al secondo figlio. Parlavano tutti come avessero quarant'anni: la crisi, le bollette, lo stipendio, i problemi coniugali, il mutuo, i parti e i travagli e io cosa facevo la in mezzo? Ascoltavo quel dialetto veneto smangiato tra un boccone e l'altro di pizza, ridevo alle battute su Silvio e mi preoccupavo dei tagli alle pensioni.
Di me hanno chiesto poco, mi guardavano con gli occhi pietosi con cui si guarda una compagno che è rimasto indietro con il programma, perché io non ho niente della vita adulta che fanno loro.
A me tutto questo essere adulti sa di scusa da raccontarsi per non restare schiacciati sotto gli effetti che la noia ha prodotto in tutti questi anni. Chiudersi allo stesso lavoro, alla stessa persona senza farsi altre domande, senza voler vedere nient'altro è annichilente secondo me. Fare la stessa vita, tutta la vita (perdonate la cacofonia) secondo me è riduttivo, non discrimino nessuno, ma davvero non comprendo il senso di un affanno atto a perpetuare lo stesso identico meccanismo fino alla fine dei propri giorni.
Ma cosa so io di un parto, non ho figli, ho parole e travagli di notti intere senza dar vita ad una briciola di idea, cosa ne so di uno stipendio fisso io che vivo con pochi spiccioli e li spendo in carta, colori e matite, cosa ne so della fatica del lavoro se fatico solo per dimagrire e per cercare strategie per dimagrire e immagini che ispirino questo, cosa ne so dell'amore duraturo se il legame più lungo che ho avuto è quello che ho tutt'ora con il mio corpo. Eppure mi sentivo felice di vivere tutto questo, venerdì sera, perché potevo dirmi serena e ad un punto della mia vita in cui scopro ogni giorno una cosa nuova. Quella sera ho scoperto loro, con le loro vite che, nonostante si trovassero tutti in una condizione di responsabilità molto più pesante della mia, trovavano il modo di sorridere e di vedere il futuro in maniera positiva.
E' una questione antropologica come una persona costruisce la propria vita in base a ciò che gli sta intorno, ma io credo che uno realizzi e scopra la vita vera, oggettiva e primordiale a seconda di quanto è disposto a guardare in faccia la morte.
Il quindici febbraio iniziamo a montare luci e scene di uno spettacolo e sono stra felice, adoro stare in teatro dalla mattina alla sera e respirare quell'aria di cantiere, di struttura in costruzione e definizione.
La mia vita è tutta qui, non c'è molto oltre, scissa tra due città che percorro in lungo e in largo. Mi ritrovo anch'io a non saper più nulla se non tutto quello che ho creato con le mie stesse mani, forse l'unica cosa che mi salva dalla morte, è l'amore per le ossa, ma allo stesso tempo mi spinge nel baratro a velocità sempre maggiore, alle volte sarebbe bello vedere la fine e capire perché tutto accade senza poter cambiare qualcosa.
Vi voglio bene.

Bene, anche se non bevo e non fumo xD
RispondiEliminaCavolo, come fanno a essere già sistati ("familiarmente" parlando)a soli 26 anni? Io l'unica cosa stabile che ho è la relazione col mio ragazzo e l'amore per i libri.
Come invecchiare prima del tempo.
ciao cucciola, sono tornata...dammi qke giorno x leggermi tutti i ultimi post: devo recuperare :-) ti stringo forte....
RispondiEliminaBellissimo questo POST...ciao un abbraccio. Tizi
RispondiElimina"White lips, pale face, breathing in snowflakes..."
RispondiEliminaEd Sheeran è molto, molto inglese. Difatti le sue canzoni mi piacciono parecchio.
Che tristezza le gente senza spirito critico..contribuiscono solo ad accrescere il livello di miseria del mondo...anche se non so quanto sia il caso di preoccuparsi per esso. La Terra è cattiva.
Tu non sei indietro rispetto a costoro...anzi. Appartieni a tutt'altra dimensione.
La tua vita "è tutta qui"...perchè tu hai scelto di dedicarla a qualcosa che ti piace fare, non alle convenzioni: famiglia, lavoro, vita normale. Per carità, tu sei molto più di tutto questo.
Anche tu mi manchi...non vedo l'ora di poter parlare ancora con te.
accidenti, a 26 anni avere già tutto prestabilito, tutto stabile, tutto sistemato secondo me non è una cosa poi così comune! in ogni caso secondo me ognuno ha i suoi tempi. ed è giusto ascoltare il proprio ritmo, con consapevolezza. che bello, anche a me piacerebbe stare a teatro dalla mattina alla sera a lavorare in quell'ambiente, l'ho fatto solo per il periodo di tirocinio... poi per il resto la mia facoltà è decisamente più teorica che pratica... purtroppo.... un abbraccio
RispondiEliminaMi sembrano un pò troppo avanti i tuoi ex compagni. Preferirei mille volte avere una vita come la tua. Su con il morale. Basta pensare all'amore perchè l'amore quello vero non esiste. Le relazioni possono essere lunghe ma piene di segreti. Io ne sono l'esempio la prova vivente. Di questo il mio ragazzo non sa niente e non sa neanche che ho ricevuto una violenza sessuale dal mio migliore amico per ben due volte. Quindi è meglio stare sole tesoro. Fidati è melio stare sole e avere la tua vita.
RispondiEliminaTi stringo forte. Scusa anche un pò per il mio sfogo qua. Ti sono vicina <3
Trovo penose le persone che si credono mature solo perchè hanno una vita regolare con figli e lavoro fisso. Solamente le convinzioni comuni affermano che questo debba essere il modo migliore per organizzarsi l'esistenza adulta, ma dopotutto l'assenza di elementi "classici" non preclude maturità e capacità di organizzazione. Ognuno ha il potere di crearsi uno spazio su misura e non deve per questo sentirsi sminuito.
RispondiEliminaGrazie per aver deciso di seguirmi.