E' importante avere una chiara immagine di se stessi
e di ciò che si vuole diventare.
Desidero capelli lunghi, lisci, in ordine.
Una frangetta forse.
Guance asciutte
e collo fino.
Desidero spalle ossute,
braccia affusolate
e falangi ben definite.
Desidero che le ossa
svettino con sfacciataggine
disarmante da sotto
la mia pelle glabra.
Desidero una gabbia toracica
con tutte le curve sinuose
a vista limpida.
Desidero un seno
quasi inesistente.
Desidero che gli strati
siano solo di stoffa,
per poterli togliere a piacere
e che servano solo
alla loro funzionalità.
Desidero che l'abbraccio sia freddo,
sia duro, sia muro
e ghiaccio.
Desidero che la presa
sia ferma e
il solletico tra una costola
e l'altra.
Desidero un ventre rientrante,
così se un giorno vorrà esplodere
per il cibo,
non sarà molto lo spazio
sul quale potrà espandersi.
Desidero che la presa sia
determinante
sulle ossa del bacino,
così quando mi sdraierò su di te, amore
saprai esattamente qual è il mio inizio
e quale la mia fine.
Desidero gambe arcuate
così se aumentano di poco
l'arco non si chiuda,
ma rimanga sempre pronto
a tendersi senza fatica
nella falcata spinta del passo.
Desidero gambe affusolate
che siano come trampoli
con i quali sopraelevarsi
sul mondo.
Desidero spazio tra le cosce
per chiarire il bivio
a cui mi trovo ogni giorno:
mangio o digiuno?
La voglia dice "Mangia",
la determinazione dice "Digiuna".
Io desidero essere
de(termin(azione)
e
controllo,
non fluidi corporei.
Desidero la perfezione di un corpo
senza tempo,
che non risponda alle leggi
della dissoluzione carnale.
Disfo e riannodo in me
come più preferisco.
Sono la mia opera più imperfetta,
la mia creazione più grande,
ma non ho il potere di modellarmi.
Non tentare di rallentare la mia fine,
devo fare in fretta a morire
prima che il corpo inizi a perire.
Non mi lascerò consumare,
non lascerò che le mani del tempo
mi accarezzino, sbucciandomi
come un agrume.
Nella morte trovo
più possibilità di vita,
che nella vita stessa.
Nel peggiore dei destini,
passerò notti a guardare la luna,
senza avere niente da dire.
Nel migliore dei destini
sarò vento che scalda le guance
di un bambino che corre
lungo la fine del mare.
Sarò tutte le stagioni
e i fiori che sbocciano.
A volte non comprendo
questo ossessivo attaccamento
dell'uomo al proprio corpo.






desidero ank'io tutto ciò....ma credo ke sto impazzendo lentamente!
RispondiEliminaForse l'uomo è così attaccato al proprio corpo perchè è il suo legame con la realtà in cui vive. Il suo biglietto da visita, ciò che lo annuncia.
RispondiEliminaCome hai detto, è importante avere le idee chiare; uno dei maggiori compiti di un essere è quello di difendere, far crescere, avverare i propri sogni.
Tu
RispondiEliminami
emozioni
troppo...
Nella sua malattia, questo post è di una bellezza sconcertante.
L'ho già letto tre volte, lentamente... mi colpisce nel profondo, col suo grido di dolorosa autoaffermazione.
Bellezza pura.
Un abbraccio
"Desidero che la presa sia
RispondiEliminadeterminante
sulle ossa del bacino,
così quando mi sdraierò su di te, amore
saprai esattamente qual è il mio inizio
e quale la mia fine."
Questa era bellissima. Mi permetti di tatuarmela sulla schiena, dietro la nuca, negli occhi e nel cervello?
Deve rimanere per sempre.
Grazie.
<3 Me ne sono innamorata...
RispondiEliminaAmore mio <3
RispondiEliminaTi amo e non so nemmeno io quantificarne la bellezza che, il tuo essere mia poesia, mi partorisce dentro.
Sei la scoperta più bella dei giorni...
e le tue parole, sono linfa. Il solo nutrimento di cui vorrei essere sazia!!!
<3
Questo post è
RispondiEliminameraviglia.
l unica cosa di cui hai bisogno è amore..
RispondiEliminacredimi piccola, q sto male, ste ossa cosi appuntite dentro il cuore vogliono bucare il cuore delle persone che non si accorgono di te.. riucirai nell intento anche con la parola e non con il corpo..
hai azzeccato esattamente la canzone che mi era venuta in mente publicando il mio ultimo post.. ma aggiungo altro, la canzone dice anche:" Ho scelto di essere libera"..
Tutto in questo post esprime una grazia a dir poco struggente. Le immagini affiorano pure e lucenti come ossa levigate dalla salsedine del mare verso cui corre un bimbo.
RispondiEliminaQuanto desiderio, quanto desiderio c'è in noi?
Io desidero essere
RispondiEliminade(termin(azione)
Determinare azioni e narrazioni in cui c'era una volta un corpo e poi, e poi... un grido fioco sotto un cielo piombo e vuoto.
(Ps io leggo sempre l'oroscopo su D Repubblica ;) e sono ascendente scorpione...)
La ragazza della prima foto è stupenda, mi piace tantissimo com'è vestita.
RispondiEliminaMeravigliosa creatura sei sola al mondo.
RispondiEliminaDio che parole!
Un abbraccio.
Perdere i battiti come umile spettatrice delle tue parole mi mancava. Ma tu sei sempre nella mia testa, accanto a me. *Ti abbraccio*
RispondiEliminache meraviglia...
RispondiEliminadevi essere davvero sensibile e bellissima per aver scritto questo, bellissima dentro, così fragile...