Esco,
ma non da me. Sono sempre qui, a cibarmi di immagini che sbattono come
prostitute sulle mie ciglia. Ho il cuore legato al collo, splende, ma è freddo.
Tutti vogliono qualcosa. Continua il flusso, incurante del tanto parlare
intorno. I pensieri ruotano e girano tenendosi per mano, unendosi in risate
fragorose. Mi perdo nell'immaginario di giorni felici, fingendo che
ventiquattro ore bastino a ritrovare chi ho perduto con un semplice augurio, ma
le mani fredde tradiscono la stretta, le guance che si avvicinano non si
toccano. Strattono gli angoli della bocca fino a farla dolere, fino ad
immobilizzare le guance e segnare bene i solchi d'espressione. Il sorriso degli
zii, che si fanno Dei ai quali posso raccontare una favola nuova, i quali mi
guardano ancora come la me bambina che giocava in fronte al loro focolare.
La
città mia bella, che nelle sue vie mi avvolge, oggi sembra parlarmi,mi mostra
un cielo nuovo, fatto di fasci di stelle blu, che partono da un angelo al
centro della piazza e mi indicano le quattro vie. Sono ferma, non ho ancora
fatto la mia scelta. Mi chiudo nella mia stanza, le vie fuori hanno perduto
luce, il corpo non ha pagato l'energia che la alimentava. Qualcuno chiama
insistentemente, mi dice che sono in ritardo, ma io non devo andare, voglio
rimanere perché ho perduto le grandi vittorie che ho impiegato mesi, anni a
costruire. Qualcuno le ha accantonate dietro un armadio e poi le ha gettate,
pensando non servissero a nessuno. La voce chiama, devo andare, devo andare.
Dice che mi devo mettere le scarpe, dice che gli angoli della bocca non sono abbastanza
ampi, potrebbe scorgersi l'enigma che deve restare celato, per ventiquattro ore
di deserto. Mi muovo, mi muovo, non tardo ad arrivare, non questa volta. Mi
sono comprata, ho staccato tutte le mie etichette, tutti i prezzi, ho scelto un
bellissimo fiocco rosso e una carta dorata, con gli angeli assieme ai quali
vorrei volare via. Sono pronta alla consegna, non ho nulla fuori posto. ”Che
sia battito di prima luce, con la fascia di un nuovo respiro stretta ai fianchi
della notte...” mi scrive Elena e la mia vita scrive che “Il Natale è dentro
ciascuno di noi e porta in se nient'altro che la bellezza dell’amore
dell’essere umano. È il giorno di un compleanno universale.” e allora grazie
vita mia, cercherò dentro l'amore universale e lo terrò stretto, mentre sogno
una notte di zombie.

Ciao Thana hai un modo di scrivere davvero poetico, mi ha colpito.
RispondiEliminaMi aggiungere volentieri ai tuoi sostenitori se solo trovassi la barra dei tuoi follower o_o'
puoi aiutarmi?
vabbè... nel frattempo Buon Natale! anche se ancora non ci conosciamo^^
un abbraccio sincero, Alice*
Il Natale e i suoi effetti, ecco perchè vive in ciascuno di noi. Lo senti in base alle emozioni che provi, nelle cose che ti colpiscono, nella tradizione familiare che per quanto i tempi cambiano essa resta immutata nel tempo.
RispondiEliminaVivilo serenamente questo periodo Thana, perchè lo meriti, perchè ciò che costruisci ha la sua vita e gliel'hai data tu.
*Sei speciale*
Auguri un pò in ritardo Tesoro <3
<3 ... si è solo fatto un pò buio. Io compro la lampada nuova, tu però devi montarla! Senza paura dell'alta tensione che scorre ancora viva fra i fili di luce elettrica...
RispondiElimina*Ti amo dal più profondo mio grande tesoro*
Ti dedico i miei pensieri più belli.
Ti adorno di luce e fiori e profumo di camomilla dentro quel posto di cuore ch'è grande perchè incontenibile sei tu in tutta la tua bellezza.
Non dubito mai del tuo amore, dei tuoi pensieri, del tuo cuore. Non dubito. Eppure ti sprono! ^_^
Sei fantastica...ti adoro...scrivi delle cose bellissime.
RispondiEliminaPenso che persone come te siano sprecate, potresti fare qualsiasi cosa, se vuoi dare qualcosa che dimostri il tuo amore fai qualunque cosa, anche scrivere un libro, sono sicura che l'umanità te ne sarà grata.
Un abbraccio forte.
Io ho finito da poco di studiare e ti capisco benissimo, perché lavoro nel campo del video e del motion design e ho avuto la fortuna di fare una scuola privata per essere seguita in maniera decente, perché qualcuno mi ascoltasse.
RispondiEliminaMa tu non mollare, potresti provare un erasmus, magari in Spagna o in Germania, dove queste materie sono valorizzate.
Ti posso assicurare che condivido in tutto il tuo senso di aridità...mi sento vuota e arida.
Nell'ultimo mese ho mangiato per riempire questo vuoto e ora mi sento ingombrante rispetto al mio essere.
La mia unica fortuna è quella di avere una bellissima persona che mi è accanto che tutti i giorni mi ricorda che sono sola e solo io posso decidere cosa è bene per me.
Tu sei migliore di qualunque altro essere sulla terra e finché non smetterai di respirare devi sapere di esserlo e comportarti di conseguenza.
Io ci proverò con tutta me stessa e so che lo farai anche tu.