Cielo di piombo sono io dentro, perché quando alzo gli occhi all'anima vedo solo questo.
Thana è me che riesce bene in questa parte, che invia zaffate di fumo ristagno. Fughe di gas innocuo.
Quella malata parla per loro, ma non si presenta mai. Quella malata vi mostra solo il retro di una medaglia incandescente perché in alcuni giorni si sente dentro una pioggia di stelle e in altri una di detriti.
Potrei parlare di aneddoti reali, ma vi scaturiscono emozioni insensate. Si può comprendere la desolazione di una sciocca che si sente abbandonata da tutti i ragazzi impegnati che incontra? Si può comprendere il senso di vuoto che prova quando si sente valorizzata per le cose che fa? L'inutilità che prova quando si sente amata?
Nulla in me funziona come dovrebbe, ma cosa decreta l'esatto funzionamento?
Questa sera ho cenato a casa di amici, ho mangiato troppo, sono rimasta fuori casa, in macchina ad aspettare che mi smettesse di piovere, però sono qui ora che mangio un mandarino.
Non riesco a costruire un destino che mi avvicini a me stessa. Tutte le sere ormai da qualche anno, prima di addormentarmi, immagino sempre un mondo che ho inventato in ogni più piccolo dettaglio e sto così bene che quando al mattino mi sveglio dopo una lunga dormita non riconosco più nulla.
Cresce sempre più forte in me il desiderio di andare a vivere tra gli alberi, non mi importa dove, purché ci siano alberi a pace tutt'intorno. Non voglio strade, palazzi, negozi, televisioni, vestiti, scarpe, venditori e clienti, voglio solo alberi e una capanna dentro cui dormire. Non voglio scuola, lavoro, genitori, amanti, treni, auto, gondole e ponti, voglio me e la mia vita accanto. Nessuno potrà approvare o disapprovare. Nessuno potrà desiderare o disprezzare. Nessuno chiederà più qualcosa.
Domani mi dovrò alzare nel mio letto fatto di materasso e lenzuola, quando invece ne desidero uno fatto di foglie secche e paglia, dovrò stare al lavandino per l'acqua, non al ruscello. Dovrò andare alle prove di recitazione, non lungo i sentieri solitari in cerca di cibo che gusterò perché l'avrò raccolto da me e ne mangerò poco per non sprecarlo e conservarlo per la stagione invernale. Dovrò usare la macchina e le scarpe, non i miei piedi sporchi di fango e scheggiati dai sassi. Dovrò cercare vestiti adatti e una pettinatura consona, perché ci sarà sempre qualcuno a guardare. Nel bosco solo la mia vita potrebbe guardarmi l'anima con i suoi occhi immensi e solo le stelle potrebbero scorgermi attraverso i rami degli alberi, mentre dormo felice, nella capanna a misura della mia povertà, a misura della mia natura, di essere caro alla solitudine e al silenzio. Quando morirei ci penserebbe il tempo a seppellirmi e il vento a portare fiori sulla terra entro cui riposerei finalmente in pace.

ciao,complimenti x il tuo bellissimo blog.da oggi ti seguo...spero non ti dispiaccia. :-) Holly
RispondiEliminanon ho capito, vuoi condividere con me queste malinconie? non ne ho capito il senso perdonami, lo trovo tanto, che ne so, macabro?
RispondiEliminama probabilmente non ne ho proprio capito il senso.
Leggendo qualche tuo commento in qua e in là sono rimasta colpita, a dire il vero.
RispondiEliminaNon saprei dire se in senso positivo o negativo, ma hai risvegliato in me qualcosa.
Ed ora, leggendo questo tuo lungo post, ho capito che starei a leggerti per ore.
Ti mando un forte abbraccio,
IlFioreDelMale
Se ognuno di noi riuscisse a liberarsi di tutti i desideri e le speranze inutili per tornare all'essenza. Cosa c'è di sbagliato? Io trovo assurdo questo continuo girare, comprare, cercare di sembrare e dimostrare. E io sono la prima con tutte le mie assurdità che mi possiedono e mi rendono infelice.
RispondiEliminaE' un post molto denso, rispecchia sensazioni che a volte provo anche io...anche a me capita di sentirmi "rotta" di avere qualche falla che pregiudica il mio funzionamento. Il funzionamento a me pare sia un parametro stabilito dalla società (che è vero siamo noi) ma intesa come un entità astratta, una sovrastruttura di codici e regole e che arriva a stabilire persino come vadano manifestatati emozioni e sentimenti.
RispondiEliminaTornare a vivere secondo natura sarebbe l'ideale, poichè non ci si porrebbe il problema del funzionare o meno semplicemente tutto "funzionerebbe secondo natura". Mangeremmo/digiuneremmo per necessità. Sapremmo esattamente cosa fare e come farlo.
Quanto è vero ciò che hai scritto.
Un abbraccio.
Il mondo che ci costruiamo è sempre piu bello della realtà che ci circonda altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di immaginarne un altro, no?
RispondiEliminaA volte desidererei di poter addormentarmi e non svegliarmi piu per vivere dove voglio io e come voglio io, un po come la bella addormentata nel bosco, per me era fortunata; e se il principe mi svegliasse giuro che lo manderei a fanculo u.u
Ciao tesoro...sono tornata a scrivere...che bello che ci sei sempre, speriamo che duri! Partenza prevista per il marocco il 4 di marzo, ritorno 8 di aprile... Non vedo l'ora!!
RispondiEliminaAnche io fantastico prima di addormentarmi, da anni, pensavo di essere pazza, confortante sapere di non essere l'unica...saremo un po' pazze in due, ma i miei sogni non li lascio!!
Ti abbraccio
"Andai nei boschi perchè volevo vivere con saggezza e in profondità
RispondiEliminae succhiare tutto il midollo della vita,
sbaragliare tutto ciò che non era vita
e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto."
Henry David Thoureau