Madre, natura mia, che hai soffiato nella pancia
di una donna, l’hai fatta crescere attorno alla me che non sarò mai più, perché
in quella bolla mi sentivo nell’estasi materna, protetta e amata da te.
Mi hanno cacciata fuori da tanto amore
sbattendomi qui, che non ci so vivere. Qui che mi continuo a perdere. Qui che
non c’è abbraccio. C’è nebbia e ira.
Madre, sono la tua figlia più errata. Mi hai
arrotondata per difetto, hai messo la virgola al DNA sbagliato, sono un
decimale periodico incongruo a tutto il restante numerico.
Le menti che mi stringono nella morsa della
ragione corrono tutte a briglia sciolta, masticano e parlottano senza
ponderare. A me hai dato redini corte, mi hai messo la museruola e gli zoccoli,
non mi abituo.
Eri forse depressa nel partorire la mia esistenza, svilita dalle tante angherie.
Mi sto impegnando ad essere più come te, perché sono
un’ortica che profuma di rosa, qualcosa di tuo lo tengo stretto, devi solo
darmi il tempo di fiorire, ti prometto che dopo il prossimo acquazzone
germoglierò.

...hai una profondità delicata. E fragile.
RispondiEliminaSei quel fiore di mandorlo che...qui dalle mie zone, fiorisce presto; troppo presto tanto da restare coperto dal ghiaccio.
Un abbraccio forte (e che possa essere una buona giornata)
Grazie del pensiero.. :)
RispondiEliminaMi spiace non commentare i tuoi post, ma cosa si può dire di una poesia?
Io lascio che le tue parole semplicemente mi emozionino,
e ti faccio i complimenti perchè ci riesci ogni volta.
Mi incanti
[ e la prossima volta scrivi di quanto è bello germogliare! ;) ]
un bacio cara e buona giornata
.Alice