Raccolta e sedimentata in questa terra
di nessuno, raccolta e relegata ad un vaso d'acqua.
Marcita e
bruciata, ancora raccolta, spazzata dal vento, mutata, respirata,
smembrata, sacrificata senza più nessuna fisicità, senza ossa,
senza casa, senza un posto dove andare che sulla Terra o su Marte
sempre c'è polvere e vento e non arriva nessuno a soccorrere. Per
quanto il grido d'aiuto superi l'atmosfera, là fuori regna il
silenzio fino alle colonne galattiche d'Ercole, fino alle porte di
Tannhauser. E se c'è, chi c'è che tace e dorme, che si nasconde o
si è stancato di guardare questo film animalesco che si ripete senza
tempo o colpi di scena, chi è nascosto dietro allo specchio, dietro
alla nostra immagine, chi è di là ad immaginare tutto e a non dire
più niente. Tutto è uguale altrove e qui, ma non è che se fosse
diverso lo sentiremmo, perché sarebbe troppo lontano e non so cosa
accade dentro a chi guardo così non saprò mai vivere da lontano ciò
che accade dall'altra parte della galassia. Quanti funerali di stelle
ho mancato perché dovevo lavarmi i denti e andare a dormire presto? Quanti parti di galassie mi nebulose mi sono perduta perché dovevo
arrivare a lezione in orario altrimenti si sarebbero girati tutti a
guardare il ritardatario colpevole di aver interrotto la lezione e lo
avrebbero condannato con i loro sguardi feroci e martoriato di
occhiate.
Tutto è inutile nel metro entro il
quale è destinato a finire per tornare a se stesso, eppure ogni
cellula vivente, ogni pietra pulsante è indispensabile a sostenere
il Cosmo nel metro in cui ogni cosa è frequenza in armonia con il
Tutto. Acquisire maggiore conoscenza permette di accedere ad una
coscienza suprema? Quanto sono immortale nel presente in cui vivo e
quanto muoio nell'attimo in cui mi spengo? Perché se sono ora,
allora la mia morte ancora non esiste e la parte di me che era ieri è
morta già, ma non sento che questo attimo in cui il mio cuore pulsa,
il mio polmone destro respira in sincronia con il sinistro e il ciclo
del cibo termina e ricomincia, dentro e fuori, dentro e fuori e alle
volte immagino le enormi quantità di cibo che entrano nel corpo di
un uomo in tutta la sua esistenza e rabbrividisco e spero che nessuno
lo pensi mai di me e spero che nessuno voglia mai mangiarmi e
seppellirmi con tutto il cibo che ho mangiato di nascosto e vomitato
e ancora masticato e sputato e gettato e il mio uomo è fatto di cibo
e qui tutti mangiano e io ne aborro il verbo, ne ho fobia. Salvatemi
da questo incubo.

Uao, brividi...
RispondiElimina?
RispondiEliminaPiccola mia, sei forte abbastanza da salvarti da sola sa questo incubo, il massimo che possiamo fare è sostenerti e hai tutto il mio appoggio, ma purtroppo ho imparato in questi anni che come ci stiamo distruggendo da sole dal momento in cui siamo entrate nella malattia, dobbiamo anche salvarci da sole. Il supporto degli altri aiuta, ma se non siamo noi a far cambiare qualcosa, non succede nulla. Rimane tutto così com'è. Mi dispiace leggerti così triste e persa, ma almeno sono contenta di leggerti ogni tanto, mi mancavi. Un bacione e un abbraccio strettissimo, talmente stretto che ti faccia smettere di pensare anche solo per qualche secondo. Qualche secondo di pace. <3
RispondiEliminaAppoggio in pienissimo L.
EliminaSei forte, da sempre ♡
Hai solo due possibilita'.
RispondiElimina1- Rimanere aggrappata alla malattia.
2- Combatterla.
Facendo psicoterapia e seguendo lo schema alimentare prescritto da una eventuale dietista.
Facendo cose che possano darti soddisfazione come persona.
Affrontando quelli che sono i veri problemi che si nascondono dietro il capro espiatorio del cibo e della fisicità, e tener loro testa, uscendone vincitrice.
Stringendo i denti tutti i giorni nella consapevolezza che le cose possono cambiare in meglio se ce la si mette tutta.
Aprendoti al mondo, agli altri, facendo nuove amicizie e circondandoti di persone che possano esserti di supporto.
Smettendola di sopravvivere e ricominciando a vivere una vita che sia degna d’essere chiamata tale.
Salva te stessa, scegliendo la vita.
Grazie mille per il commento ed il tuo prezioso consiglio...ti ho risposto da me.
Un abbraccio!
Ti sono vicina più che mai.. Leggendo il tuo post mi sono venuti i brividi... Un giorno quando ero completamente a terra mi hai urlato non arrenderti! Beh ora sono io che lo urlo a te!!! Non arrenderti mai Piccolo Fiore... Il mondo e duro.. E difficile riuscire a superare tutte queste avversità che la vita ci pone... Ma possiamo farcela...puoi farcela... Tu puoi salvarti!!!!! Ti abbraccio forte! Un bacio!!!!
RispondiElimina... Spettacolo.
RispondiEliminaBacio grande
RispondiEliminaSempre mi togli il fiato con tutta la tua bellezza Thana <3
RispondiEliminaNoi siamo immortali.
RispondiElimina<3
Già immortali nel momento in cui le lancette della nostra biologia s'attivano...
Acquisire maggiore conoscenza ci permette di accede ad una coscienza maggiore; non suprema, ma almeno maggiore. Ed è quanto basta per il momento. E' quello che ci serve per sostenerci ed alimentarci stando in piedi, prima di cadere rovinosamente ai piedi di chi è orbo e tumefatto in cuore e lavargli i piedi e baciarli. E poi continuare nella nostra personalissima ascesa. Perché, vedi, se qualcuno si gira a guardarti è per invidia. Se qualcuno si gira a guardarti è per riconfermarti a questo mondo. Se qualcuno si gira a guardarti (che lo sguardo sia torvo o sia amorevole) è perché ti riconosce la supremazia di qualcosa che non può permettersi a sua volta!
(Arrivi in ritardo? A chi importa? Ci si chiede cosa tu abbia fatto di tanto importante da esserti scordata le lancette del tuo orologio). La gente s'incuriosisce.
Sta a te essere orgogliosa degli spunti originali che t'avvolgono a cominciare da sopra i vestiti.
*Amore, smetti di fare quello che fai per un momento. E dillo che sei fiera. Perch'io te lo vedo, ma non lo sento abbastanza*
<3