In questi giorni sto progettando la scenografia del La cambiale di matrimonio, del sig. Rossini e mi stanno venendo davvero molte idee, questo perché nei periodi in cui progetto e devo per forza farmi venire delle idee, solitamente ci penso e le produco la sera prima di dormire. Facendo così mi ritrovo spesso a fare sogni assurdi, che la mattina mi lasciano sempre indecisa su quale sia la realtà vera.
Stanotte ho sognato tre volte. Nel primo, meno recente, ricordo un palazzo di otto piani, verde scuro. Ricordo che percorrevo le scale del palazzo e salivo su fino all'ultimo con altri ragazzi e ricordo che stavamo scappando dalla polizia. Siamo rimasti nascosti la sopra per un po', eravamo agitati, impauriti e alla fine uno di loro ha avuto una crisi di nervi e si è messo a gridare, così la polizia ci ha sentiti ed è venuta a prenderci, ma mentre stava salendo le scale è arrivato un terremoto fortissimo che ha fatto crollare il palazzo e noi abbiamo iniziato a precipitare e poi non ricordo più nulla. Nel secondo sogno vivevo in un quartiere messicano con mia madre e ogni pomeriggio andavamo a dare da mangiare a tutti i cani del quartiere a casa dei vari proprietari, che erano tutti anziani, solo che mia madre non era la mia attuale madre e i cani erano tutti uguali al nostro. Il terzo sogno è stato il più assurdo. Ho vissuto tutto in terza persona, ero come una presenza invisibile che si trovava nel mezzo degli accadimenti. Mi trovavo sopra ad un grattacielo, c'erano un ragazzo e una ragazza in silenzio sull'orlo del grattacielo e ad un tratto lei si è buttata, con tutta la tranquillità del mondo, ha fatto un salto e si è buttata. Lui ha osservato la scena e sul ciglio del grattacielo ha iniziato a piangere, ma dopo un po' sono arrivati un tizi, in stile "il gatto e la volpe" che hanno suggerito al ragazzo di buttarsi anche lui perché solo così avrebbe potuto salvare la sua ragazza e riprendersela, così anche lui si è buttato. La scena è cambiata, c'era il ragazzo in una cella mortuaria dentro ad una bara e i due tizi sdraiati accanto a lui che chiacchieravano annoiati, assurdo ma vero, era così. Scena successiva, il ragazzo era a metà tra inferno e paradiso, lungo una strada bianca, alla sua destra l'inferno, fatto di un ponte dorato sopra cui delle ragazze bellissime lo chiamavano, alla sua sinistra il paradiso, una strada bianca in salita, ripidissima come una pista da sci e sopra dio, con i due tizi di prima, che lo chiamavano. Il ragazzo non sapeva dove andare, così i due tizi sono andati a prenderlo e l'hanno portato davanti a dio. Lui lo ha guardato ben bene e poi ha fatto luce da un dito, illuminando tutto intorno che quasi ci accecava e subito dopo inveendo contro i due tizi perché diceva che il ragazzo doveva provare entrambe le strade prima di scegliere con chi stare, allora loro l'hanno riportato giù e l'hanno lasciato scegliere. Il ragazzo era al punto di partenza, doveva trovare la sua ragazza, così ha risalito il ponte dorato e le donne bellissime, dorate anche loro, lo hanno accompagnato in questa piccola città dove tutti facevano festa e bevevano. Stava per entrare in un bar quando si è fermato sulla soglia, davanti ad un uomo che dormiva su una sedia e ad un tratto ha visto una voragine aprirsi da terra e risucchiare l'uomo. All'inizio la cosa lo ha impressionato, ma non terrorizzato, così è entrato nel bar e appena ha aperto la porta ha visto la stessa voragine aprirsi al suolo rivelando denti affilatissimi e risucchiare altre persone. Nessuno faceva caso alla cosa, tutti sembravano averci fatto l'abitudine, ma lì mi ricordo che lui era pietrificato dalla paura, così sono intervenuta e gli ho detto che basta, che dovevamo andarcene da lì, così l'ho preso per un braccio e ci ho trascinati entrambi fuori dal sogno. Questa mattina ci ho messo una ventina di secondi a capire dove mi trovavo e quale fosse il sogno e quale la realtà. Gli strani casi della vita.

Mi piace il tuo ultimo sogno...dev'essere interessante riuscire a ricordarli, se si è abbastanza coscienti di sè si possono arrivare a comprendere precchie cose su sè stessi. Al mio risveglio tutto ciò che dei miei incubi è, raramnte, un sorriso morto e imbalsamato, ma di solito è una profonda tristezza.
RispondiEliminaI migliori auguri per il tuo progetto