Spesso la sera prima di dormire, passo in rassegna centinaia di immagini di ragazze ossute, spigolose, forse creando un'idea controproducente, perché le associo al sogno, a quel mondo irraggiungibile in cui le cose si vedono solo da lontano, come in quelle cartoline che vendono nelle località turistiche. La mattina invece guardo a me, come il modello che non incarno, come il non ancora raggiungimento di una meta e ogni mattina mi dico oggi sarà diverso e magari per quell'oggi va diversamente, ma i risultati non cambiano. Sono ferma allo stesso peso da mesi, perché sgarro e rimargino, strappo e rattoppo, continuamente. Vorrei essere la donna dei no, invece sono la donna dei sì ma non vorrei.
Sarebbe liberatorio potersi modellare ogni giorno diversamente come gesso che non si solidifica mai, ma in realtà mi sento cementificata da tempo. Vedo le altre donne come ancora fresche e me come un'opera antica, una cariatide che regge il peso di un tempio sul suo corpo, ma è così statica che neppure tanto peso la smagrisce. Mi stanco di esercizio senza vedere mai risultati. Digiuno, mangio poco e non cambia niente, cambio solo io dentro, a sensazioni. Mi sento più leggera, più libera, più bella, ma pur sempre con la stessa forma addosso e intanto attorno a me tutti mangiano tranquilli, magri per natura, predisposti molto più di me allo spigolo. Vivo nella terra dei normali, dei tranquilli, di quelli che la prendono con filosofia, quella stessa vita che io vivo con l'ansia dei miei passi, che devo accelerare, che devo stirare bene le gambe, sentire le caviglie dolere, i glutei contrarsi, il tutto nella speranza di trovare qualcosa di meno sulla bilancia il giorno dopo.
Mi sono chiusa dentro un cortile di muri alti, sui quali non mi so arrampicare. C'è appiglio o via di fuga? No. Ecco l'unico no che so dire alla vita. Tutto il resto è sì, è un sì alla mancanza di rispetto verso me stessa, è un sì alla perdita di dignità, di costanza, di forza di volontà.
La bilancia è nascosta in sgabuzzino, non la tocco, mi fa solo rabbia. A volte ci metto sopra cose diverse, per capire se a forza di pesarmici, adesso non si sia bloccata sul mio stesso peso, ma mi smentisce subito, perché segna svariati pesi per svariate cose e a me non resta che un misero 48, nè carne nè pesce.
Ho bisogno di mangiare di nascosto, di svuotare il frigo, per correre subito dopo a riempirlo, senza lasciare traccia. Non voglio più un tavolo, voglio uno stanzino buio per non vedere ciò che mangio e silenzioso, per sentire la mia mandibola masticare. Ho bisogno di raccontarmi la bugia che ce la sto facendo, che ce la sto mettendo tutta, nonostante la pancia stia scoppiando.
Mi vorrei abbandonare, se solo fossi priva di quell'orgoglio che mi farebbe sentire una perdente.

Cara Thana,
RispondiEliminaverissima quella frase sull'immagine!
sono uguale a te.. io peso che è sempre lo stesso.. vorrei dire che è un giorno diverso che da oggi dimagrirò seriamente e il giorno dopo anche ma invece il giorno dopo non sto bene e mangio di nuovo....
Questo post mi rappresenta davvero tanto, troppo forse. Non è un bene....
Le cose cambieranno ma dobbiamo essere noi a farle cambiare!!
forza!
Un abbraccio!
Adoro come scrivi!
Laretta
Ultimamente faccio 2 spese separate: 1 la tengo in cucina dove le mie coinquiline possono vederla, l'altra quella irrazionale è sotto il letto o nell'armadio,dove nessuno puo vederla..la mangio direttamente nel letto, in camera mia senza ke nessuno possa vedermi e mi nascondo dal mondo proprio come tu ti nascondi in 1 cortile da muri alti...sei 48 kg!!!So ke nn posso convincerti ke nn stai scoppiando, ci sono passata...ma leggerlo ora ke ne sono 59 mi fa solo venire voglia di scriverti ke sei ad 1peso invidiabile.......non so scriverti nulla di conforto.I miei problemi di salute credo abbiano peggiorato la mia situazione psicologica....domani intera giornata in ospedale x me.Vorrei andare ad un concerto di ligabue?Lui è l'unico che mi fa sorridere e battere il cuore quando canta...ma sono cosi sfigata ke nn ho nessuno con cui andarci..ti dedico qsta
RispondiEliminahttp://www.youtube.com/watch?v=Uv9OR4cNt-c&ob=av2n
Un conto è volere, vedere le stelle
un conto è farsi guidare.
Un conto è saperle là in alto e lasciarle un po' fare.
Un conto è la rabbia che provi a vent'anni
un conto è la rabbia a quaranta.
Un conto che intanto non sembra cambiare mai niente.
Sai che, Ora e allora e ancora così,
a rubare l'amore che si fa rubare.
Un conto è la mappa, di tutti i locali
un conto è dovere star fuori.
Un conto è sentire, che riesci a lasciarti dormire.
Un conto è svegliarti e sentirti già stanco
un conto è trovarla di fianco.
Un conto è sentire che il fuoco non è ancora spento.
Tanto, Ora e allora e ancora così
a rubare l'amore che si fa rubare...
Ora e allora e quando sarà
su una fune sottile
con il proprio stile.
Un conto è la vita che imposta il suo gioco
un conto è averlo capito.
Un conto è ripeterti spesso che sei fortunato.
Tanto, Ora e allora e ancora così
a rubare l'amore che si fa rubare...
Ora e allora e quando sarà
su una fune sottile
con il proprio stile...
Nei cortili non ci si cade dall'alto, il cielo non ci sbatte in carceri da muri troppo alti.
RispondiEliminaCi si entra nei cortili e... la porta è sempre lì, solo che la lasciamo alle spalle e non abbiamo forza-voglia di girarci e (ri)vederla. (Perché girare le spalle e come guardare in faccia il passato e questo fa paura, perché si dice che il passato non si deve mai più "guardare")...
Ma non hai bisogno nè di porte o finestre per superare quei muri, perché tu, Amor mio, sai volare!
Non hai bisogno di alcuno che ti dica come fare perché non sei che la maestra. Devi solo aprire le ali, senza preoccuparti di uno spazio troppo angusto che ti appare troppo piccolo per contenerti. Forse è vero che non ti contiene tutta, ma qui si parla del tuo animo grandissimo e non di certo del tuo corpo.
Hai un corpicino così piccolo che l'anima tua vuole involarsene per trovare nuova aria ...concedigli ogni cosa... non rammaricarti con te stessa!
Al mattino, ancora imbottita di sonno, con la faccia stropicciata dal sonno, l'impronta del cuscino stampata sulla guancia, i capelli da quattrocentomila volts, guardati allo specchio. Non voltarti. Non Ti piaci? Fai una smorfia, una pernacchia, un gesto signorile col dito medio. Perch'é importante saper sorridere di sé stesse. E comincia -sorridendo- con la consapevolezza che puoi diventare migliore ad ogni piccolo gesto. E vedrai che sarai bellissima senza nemmeno accorgerti che c'è ancora del sonno in te, senza nemmeno renderti conto che hai fatica -ancora- sui tuoi muscoli ...
Non rendermi triste, non farmi piangere,
a volte l’amore [lo so] non basta quando la via diventa dura ... ma tu non mollare.
E cerca sempre i tuoi orizzonti migliori, l'avventura, la scoperta, il viaggio migliore e più bello
<3
cara, tu non sei carne e non sei pesce, sei verdura tesoro!!
RispondiEliminaSei splendida!
buona Pasqua, ti voglio bene!
Anke per me è uguale..nonosante i sacrifici spesso è tutto bloccato, ma magari è solo un momento di stallo e anke se verrebbe voglia di abbandonare tutto bisogna stringere i denti ed insistere, magari cambiando stategia, ma nn bisogna darsi x vinte! Su su su tieni duro ke sei stupenda anke se nn te ne accorgi! Un bacio
RispondiElimina"Sarebbe liberatorio potersi modellare ogni giorno diversamente come gesso che non si solidifica mai, ma in realtà mi sento cementificata da tempo."
RispondiEliminaSapore di questo cemento che appesantisce e non ha funzioni.
Amore mio ma perchè non lo distruggiamo?
Ti stringo forte anima mia.
*Miniamo questo cemento"
Cristo santo.
RispondiEliminaNon mi piace iniziare così ma facciamo che mi va bene lo stesso.
Tu sei la donna dei "si ma non dovrei", io quella dei "no, ma facciamo di sì", appunto. Sinceramente non saprei dire cosa sia peggio.
Solitamente scrivo e poi ritorno dopo decenni, e quando ritorno il tuo è uno dei primi blog a cui penso. E anche uno di quelli che mi fa più paura, forse perché descrive la situazione che sento più vicina alla mia.
Un 48 che non scende, digiuni ed esercizi estenuanti a vuoto, bugie che sembra io mi diverta a raccontarmi, collezioni di fallimenti belli e imbustati e incollati e schiacciati dentro pagine di vecchi album come si fa con i francobolli.
Era un 47 e 5 qualche giorno fa. Ora la pancia scoppia, come la tua.
Forse lo facciamo (ti scoccia se uso il noi?) apposta, forse stiamo solo cercando di dilatare all'infinito questa situazione così da avere sempre un motivo per continuare a farci del male.
Forse non ha senso. Forse non lo so.
Ciao.