I cielo spira sui nostri momenti e rilascia su di noi le nostre piogge leggere...
E' uno scasso di carne, il vostro operato stanco.
Non c'è poesia nei vostri corpi molli, che come nube mi avvolgono.
Siete oltre il mondo bello che ho dentro, oltre, dove vige lo scarto del cuore.
Non c'è posto per voi qui, uomini di altrove,
analfabeti di un amore che non vi è stato insegnato.
Sono cuore e anima viva, sono benessere boreale
che si rincorre a bagliori di luce eterna.
Sono nell'occhio che vede un futuro sazio di dono e stretta calda.
Vibro di eterea anima pura.
Animella mia, sento che sei in grado di amare
te intelligente e te spiritale.
Anima mia, scrivo così io te liberare
da mali si grami.
Piccoli ciottoli da calpestare,
son loro per te.
Torneranno da madre coscienza, pure loro che arraffano,
ma la radice non strappano mai.
Ti amo anima mia,
che nulla ti tocca
se resti in me.

Davvero molto bella
RispondiEliminaL'amore per l'anima è il più puro.
RispondiEliminaè bellissima,
RispondiEliminaperdonami la banalità ma la sto ancora rileggendo e davvero non mi viene altro.
(no, purtroppo non dovrei mettere degli shorts perchè oggettivamente sono un po' troppo cicciottella e non mi stanno proprio bene)
n'abbraccio
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RispondiEliminatesoro grazie x il tuo sostegno ma nn è cosi semplice...qui si tratta seriamente di decidere cosa fare del mio futuro,dove vivere,città,casa.....il lavoro..e nn so se in un post posso racchiudere il tutto......un delirio...ma grazie di esserci
RispondiEliminaLa fragilità è positiva,anche, *Angelo mio* perch'è diversa dall'essere sensibili e perchè grazie ad essa soltanto si riesce a toccare il pensiero di chi ci sta difronte. Di capire l'importanza e la profondità della sofferenza altrui. Ad accarezzare il cuore degli altri vibrando le giuste corde dell'anima...
RispondiElimina*Ti amo* ... (e non ti sopravvaluto, sei ciò che mi dimostri)
<3
Giulia vola incontro al mattino in un cielo che si tinge di rosa, mentre il buio si affila in una lama sottile: un confine fra il cielo di sopra e quello di sotto. Sono le 5, da quell’altezza, in un’ apparente immobilità, immagina un cielo sotto e un cielo sopra, lei è lì, nello spazio intermedio che si tinge di azzurro, guarda compiaciuta lo strato di nubi che sta sorvolando e che per la prima volta osserva dall’alto in basso; un cambio di prospettiva con impatto visivo ed emotivo. Si muove in un cielo diviso: in basso le nubi bianche, di fronte la distesa azzurra e in alto un cielo cobalto. La quotidianità raggiunge i suoi pensieri e contrappone, l’innocenza del bianco visto dall’alto con la faccia arcigna e grigia dedicata alla Terra. Stacca gli occhi dal cielo , li chiude , è inquieta , ma sa benissimo che il suo turbamento non muove da quel diverso modo di guardare il mondo, un altro mondo è dentro di lei; lo sente vorticare nel corpo immobile e fermo come il volo dell’aereo. In lei si agita qualcosa, un animale imprigionato che cerca una via d’uscita, ma lei lo frena e lo contiene, non sa cosa potrebbe accadere se gli lasciasse spazio; a quel punto nessuno sarebbe capace di contenere lei che è lì, sola fra tanti. Apre nuovamente gli occhi e vede, in candida trasparenza, la luna posata sull’ala dell’aereo. E’ la stessa luna diurna che a casa, nel cielo del mattino,la sorprende e la commuove con la sua aristocratica distanza; qui, vista di fronte, le appare un’ordinaria geometria. Ancora una volta il diverso modo di guardare modifica anche i suoi pensieri, ma non vuole pensare, facendolo la bestia che trattiene dentro riprenderebbe a muoversi. Apre il libro abbandonato sulle ginocchia riprende la lettura ma le parole scorrono in una sequenza sorda e muta. Rinuncia, preferisce guardare fuori, il cielo è un immenso libro che può guardare senza pensare. L’aereo attraversa banchi di nubi spesse e compatte, nubi che in un attimo perdono la loro infanzia in un cielo che alterna squarci di azzurro a residui di oscurità. L’altitudine, la luce, il volo, l’azzurro le fanno tornare pensieri bambini. Quando era piccola, in tanti, le dicevano che Dio era in cielo, e lei, quando guardava lassù lo immaginava seduto su una nuvola in compagnia degli angeli. Ora si trova a cercare, con la stessa ingenuità di allora, gli angeli fra le nuvole. Dio no, non può essere a quella quota, sarà sicuramente più in alto, nel cielo di sopra. Nell’ingenuità delle sue divagazioni si convince che, vedendola all’opera, un giorno Dio avrà sentenziato: -Dalla teoria alla pratica! La diversità è un valore? Dimostralo! Questi pensieri la fanno sorridere, gli angeli non li ha visti e Dio neppure, ma Lui ha ben altro da fare che muovere rivalse nei suoi confronti. Quella bestiola che trattiene dentro sembra essersi appisolata, ora può arrendersi a quei pensieri che fino ad ora aveva allontanato. Pensa a Giuseppe e a Souad, ancora non riesce a pensarli all’unisono; prima c’è lui, poi lei, presto li penserà insieme.
RispondiElimina– Mamma, ho pensato di sposarmi, probabilmente fra dicembre e gennaio!- le disse una sera di settembre-. Quella data le si era impressa in testa, le sembrava lontana e per questo lei si svagava fra risolutezza e dubbio. Gli amici la incoraggiavano a partire, i familiari con il loro silenzio contrastavano il suo progetto. Un giorno, all’improvviso ha deciso di lasciare la sua cornice e di prendere il volo.
Un’opportunità sempre rinviata per i mille ostacoli, veri o presunti, che si interponevano al suo desiderio di raggiungere il figlio in Marocco. Quella mattina, una mattina qualunque,non ha avuto più esitazioni, ha deciso. Rapidamente ,senza considerare paure e timori, ha “preso il volo” ed è atterrata in un mondo altro. Sorride pensando ai giorni trascorsi, alle sensazioni provate, all’impressione di essere scivolata in un libro che non aveva ancora letto. Ad ogni pagina: volti, parole e suoni diversi, storie nuove; fra le tante storie quella di suo figlio che avrebbe voluto leggere e rileggere per comprenderla. Non c’è stato la possibilità di farlo; ha dovuto muovesi al ritmo di un racconto scatenato e adeguarsi ad uno stile narrativo che non le apparteneva. Ormai era uscita, era fuori dalla cornice, e stranamente non le interessava più di capire. Voleva vivere quella nuova e spaesante avventura, si è inserita fra i personaggi di quella storia e guardava suo figlio, unico ma simile a tanti.
RispondiElimina-Voulez vous cafè o the? le chiede la hostess porgendole il vassoio. Ancora assorta nei pensieri accetta il caffè pentendosi subito della scelta, avrebbe preferito il the. Fuori, l’azzurro è scomparso e il grigio dilaga. Chiude gli occhi Giuseppe e Souad che sono rimasti là, fra i colori vocianti del Marocco. Li ha lasciati, doveva tornare.
–Ciao mamà! l’ha salutata sua nuora abbracciandola. Giulia avrebbe preferito che la chiamasse per nome , ma non è stato possibile far comprendere alla ragazza le sue ragioni, Giuseppe, da parte sua, non si è attivato in un seppur minimo soccorso linguistico, quindi sarà mamà!
- Ma cosa t’importa- le ha detto- dov’è la differenza? Già la differenza. Le diversità arricchiscono, lei l’ha sempre sostenuto, a parole! Ora deve viverla la differenza, interiorizzarla per favorire situazioni condivise ,preparare un terreno comune per creare uno spazio accogliente alla nuova famiglia. Il grigio si fa più compatto, il cielo è cupo, in basso si delinea un paesaggio aggrottato che ben presto si distende nei campi ricoperti di neve. Ballonzolata nella luce ampia del mattino, pensa che fra non molto scenderà; sola fra tanti, si stringerà nel cappotto bianco e avrà freddo. Chiude nuovamente gli occhi e vede i suoi ragazzi muoversi in quel paesaggio tracciato a mana libera, casuale e improvviso. -Bismillah ragazzi!
L’aereo si abbassa, la neve si definisce nella geometria dei campi: bianca, prevista e puntuale: è inverno.
Loretta Buda
Io lo so, *Angelo mio*, che capirai ciò che dietro vedo a questo racconto... *.*
<3
Che dolci le tue parole Thana(Altra-Giulia)...
RispondiEliminaPlacano la mia anima, inquietandola...Ormai stanca per poter lasciare altre parole.
*Ti stringo fortissimo*
Toc toc? E' permesso? Ti ricordi di me? Sono tornata.
RispondiEliminaFai leggere quello che scrivi a qualcuno che non sia te stessa. Siamo giudici troppo spietati per le nostre opere e sono certa che anche tu lo sappia.. ;)
RispondiEliminaPer il laboratorio di vicenza, sarei felicissima di partecipare! Purtroppo non ho mezzi per arrivare fin lì.. magari più avanti, quando sarò meno impagnata, potrei provare a venire su in macchina! Anzi, scusa se non ti ho ringraziata per le informazioni più che esaustive!! :P mi pare davvero interessante e spero di riuscire a venire presto! grazie mille davvero :*
Che bella... particolare... profonda... accidenti sei bravissima!!!!!!
RispondiEliminaTe l'ho già detto? Comunque lo ripeto: hai un'intelligenza poetica che devi assolutamente coltivare con tutta te stessa!
RispondiEliminaIl Liuk è l'unico gelato confezionato che riesco a mangiare senza sensi di colpa, buonissimo e rinfrescante, purtroppo non mi sono fermata a quello ieri sera... Comunque oggi è andata meglio :) 'Valis' di Philip K. Dick, non avevo mai letto niente di suo ,sebbene me lo ripromettessi da tempo, e mi duole il non averlo scoperto prima: è troppo geniale e visionario! Questo libro praticamente ruota tutto intorno a sue esperienze autobiografiche condite da ossessioni metafisiche e psicotropaiche *.*
Grazie
RispondiEliminaLo so.
RispondiEliminaProvo le tue stesse emozioni ogni volta che un sogno, un'idea, un desiderio mi sfiora. Perchè il mondo viaggia ad un'altra velocità e purtroppo sono poche le persone che hanno la nostra stessa luce negli occhi.. Ma ci sono, devi credermi. Non chiudere te stessa dietro uno schermo e non lasciare che il giudizio di due persone ti impedisca di crescere e far uscire quel che sei.
Probabilmente hanno ragione a dire che sono racconti tristi o pessimisti.. e allora? Sono fasi della vita che tutti passiamo. C'è chi nemmeno se ne accorge e chi, invece, mette poesia in tutto ciò che lo riguarda.
Scrivi e fregatene del giudizio degli altri, [anche se sono certa che piacerà; l'arte non ha limiti ;)]
Passarai questa fase e poi ne arrivarenno altre. Più mature e, forse, meno pessimiste. Chi lo sa?
Anche i miei disegni ad oggi sembrano quelli di una bambina delle medie. Ma è solo fregandomene che potrò migliorare e godere di questa passione. Anche se dovessero restare tali per il resto dei miei giorni.
Voglio solo imparare ad essere felice.
Tieni, ascolta questa e cerca di far entrare quella luce
http://www.youtube.com/watch?v=KehwyWmXr3U
Grazie per la comprensione : *
RispondiEliminaHo aperto un nuovo blog: http://la-bambola-rotta.blogspot.com
Comunque: WOW. Ma l'hai scritta tu? Complimenti. Davvero... trasmette molto ciò che provi.