26 luglio 2011


Ragazze, non vi accorgete quanto l'umanità galleggi nel vuoto?
Quanto la terra sia sospesa nel nulla e paradossalmente 
quanto noi ci affanniamo per avere delle certezze?
Come vi paiono le persone intorno?
Mi tormenta l'immagine delle candele che si consumano, 
perché è così che vedo mia madre e mio padre. 
Negli anni la loro cera è colata sul piatto e la fiamma si è indebolita.
Io sola li vedo ancora con gli occhi di quando ero bambina. 

Lo sentite il respiro corto dell'umanità?
Per me è un tormento.
Li sentite i manicomi come trasbordano di pazzi 
che gridano verità fuori da ogni tempo? 
Se non fosse per le violenze che subiscono, vorrei farne parte.

Ragazze...ragazze...mi avete mostrato che non è tutto perduto, 
perché quelle che mi circondano sono tutte abiti e rossetti, 
mai una volta che si tocchi l'esistenza.

Poveri i nostri cuori malandati...costretti a sniffare gli effluvi del caffè per rimanere svegli.

A volte mi sento così apatica che ringrazio il mio ragazzo quando dice che mi vuole bene e non riesco a dir di più che "grazie", ma non ho forza nella gola per spingere altre parole verso di lui. 
Parole migliori, che lo facciano sentire amato nell'anima.
Il cibo è il primo pensiero del risveglio, è il contorno di molti sogni, ma poi nella realtà, tutto si colora d'insalata e per darle un po' di gusto, un cucchiaino di miele.

Che disgustoso quadretto il mondo che striscia nelle case, dalle cui finestre nel buio, brilla la luce dei televisori, mentre criogenano i cervelli, sperando che il messia venga a risvegliarli.
Che nausea le litanie delle messe udite dall'esterno, una pappardella di parole prive di significato che ho ripetuto per diciotto anni. Diciotto anni di mente spenta, di sensi di colpa dei quali a venti tre, a volte, ancora fatico a liberarmi. 

Io per cena voglio del soprannaturale, perché lo sento, ma nella mia cecità terrestre.
 Ho gli occhi atrofizzati e posso solo sentirne l'odore. 
Ma un giorno mi verrà servito, su un piatto tutto d'oro e allora sarà il nostro trionfo. 
Il gran finale. 
Quello che aspetto da un'eternità e poco più.

7 commenti:

  1. Thana, mi attanagliano le tue parole, e il mio respiro si affanna dietro al respiro di questo mondo, che mi/ci fa soffrire.
    *Ti stringo fortissimo.*

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  2. Post bellissimo ... non ho altro da aggiungere.
    Ti abbraccio forte :*

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  3. Anni fa vivevo in Francia.
    Un giorno, tornando a casa per il weekend, sono scesa dal treno e ho visto due vecchi davanti alla stazione. Solo quando mi sono venuti incontro mi sono resa conto che erano i miei genitori.
    Allora ho deciso che era ora di tornare a casa.

    Gli altri, come vedo gli altri?
    (quasi) tutti più magri di me.

    Un abbraccio
    L

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  4. Quello che cerchi lo avrai ma nel frattempo sali sulla gondola e goditi il viaggio. Il mondo sa di corrotto e putrefatto e i nostri occhi che hanno visto il resto ora non si accontentano. Questa cosa a volte la uso a mio vantaggio e mi sento sicura perchè non ho nulla da perdere.Mus♥

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  5. Listen, listen to me, it is all true but this is only a part of the world, mixed with all the others. Really if you are eighteen you can't afford the luxury of making known the order but you must start building the alternative to a start. Will be for you too the day of candles that melt and I don't think you'd like to know guys who are only capable of watching a candle that goes out and dies. Bye and sorry for the hardness of my words.

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  6. ciao thana scusa se di rado rispondo,ma come puoi vedere non ci sono risposte da dare è già tutto scritto.
    e di parole..delle parole.. per voi non le trovo mai.
    cmq se vuoi scrivimi a questa mail lasolitab@libero.it

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  7. Amore mio ...in tutto questo io mi perdo perduta nella folla della gente...

    *T'amo, ora e sempre, come mai potrò di nuovo fare*

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<3