Non ti
sfioro amore, non ti tocco. Mi levo da te come piuma spinta dal vento. Sotto il
lenzuolo ti spio a respiri silenziosi, tu voltato mi mostri un campo in fiore
lungo la colonna. Il ricciolo che
ti cade sopra l’occhio, che inarcato mi scruta quando rido di parole che non
comprendi, mi fa tremare dal petto alla pancia e mi lascia con l’aridità tra le
fauci, come un lupo che rinuncia a cacciarti perché incantato dalla tua
profondità. Gli occhi
tuoi si perdono dove io non vedo, quando immagini e lasci riaffiorare ricordi a
me ignoti e ancora immobile io ti osservo e la mano non si muove. Sei vicino a
me come a nessun altro, a questa me che si sente centauro, che si sente bestia
inumana, che si sente nel buio di una grande voragine gocciolante di umidità,
quale è la mia mente imperlata di te.Rinuncio a parlare,
quando vibrano le labbra tue e apro i timpani fino a sentirti nel fondo dello stomaco e se potessi chiudere gli occhi, immaginerei che fossi in me, che mi riempissi
come l’elio con il suo palloncino, che ti contorcessi dentro come un’acrobata
nel tessuto. Arriva svelto
e scalpitante sempre il momento del distacco, arriva a qualsiasi ora e mi dico
fermati finché sei in tempo. Mi prendo per i polsi, mi scuoto e mi dico non
puoi, non sei quello che vede. E’ cieco, sei cieco amore che non vedi se non
cosa mi sta attorno ai muscoli. Non senti che un’eco di ciò che mi grida
dentro. Io con la
sindrome dell’infermiera, della tata, della cuoca, della coccola, del lino
sugli occhi. Io che ti lavo con le lacrime che ti condiscono di un sapore
salato nella mia mente.Io che artiglio ogni tuo movimento per non lasciarmelo
sfuggire da sotto le unghie e me lo inietto come morfina per non sentire il
dolore della metastasi, che parte dalle sinapsi più microscopiche. Mi curi come
un piccolo nidiaceo spinto tra l’erba, mi hai raccolto e ingabbiato nell’oro,
ma temo che sotto a quell'oro ci sia ferro e che alla prima pioggia di maggio
arrugginisca. Non mi sono fatta immune a te e per ora resisto in questo mio
avvolgerti di bene satellitare, che attrai ma non t’incrocia. Vorrei esserti
più cometa, più uragano dentro, più tempesta di meteoriti, ma resto bestia e
dalla mia mostruosità non mi scosto. Non ho una rosa sotto il cristallo che tu
possa far fiorire, non ho una lampada che tu possa strofinare, non sono nuvola
dentro un albero, sono solo carne, come carne sei tu, ma di prima qualità, ben
nutrita e conservata, mentre io, così rancida e insapore non so che farmene di
tanta tua bellezza, mi sfugge dalle dita, come un’equazione che non ho l’intelligenza
per comprendere. E’ lì, che inonda la lavagna, come tu inondi il cuore e io scruto
solo simboli vicini che si tengono per mano, che si accompagnano l’un l’altro,
che fanno amicizia, ma il risultato non lo so, alla fine dell’uguale io lascio
il vuoto più totale, lascio il nero.
Raramente un
nidiaceo sopravvive lontano dal nido, non dura che una notte e poi muore nel
sonno con il respiro affaticato. Raramente sopravvivo anch’io lontana dal mio
nido di paglia, che potresti spazzare via con un soffio se sapessi dove l’ho
costruito, ma non temo te, temo il tempo, che nella sua pretesa di evoluzione
cambia le cose senza preavviso e mi scaglia qua e la a seconda del suo umore.Vivrò nei
giorni dei giorni, in quelle ore che cambieranno stagione e avrò caldo e sete e
fame. Di te cosa
ne sarà non so, potrai essere quel pensiero che accarezza i capelli nel
dormiveglia, potrai essere una porzione più grande nel piatto o una fragola con
la panna. Adesso che
non sei però, la testa mia sembra avere molto spazio in avanzo a te, ma se
ritornerai amore, prometto che ti sfiorerò, prometto che non esiterò un solo
istante e sentirò il vivo del sussulto dentro. Prometto e non spergiuro
amore, potrei sempre incrociare le dita, per salvarmi all'ultimo sull'orlo del
baratro.

Non trovo le parole per commentare.
RispondiEliminaE' semplicemente... stupendo.
Sono senza fiato.
IlFioreDelMale
lovely!
RispondiEliminaMai pensato di fare la scrittrice, da grande? ^^"
RispondiEliminaForse la più bella dichiarazione d'Amore, mai vista.
RispondiEliminaAllora esiste, se si possono toccare queste parole.
*Ti stringo dentro di me, forte*
Scrivi divinamente...
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