Sono qui, qui dove mi mette il mondo, a far ciò che si deve per vivere.
Sono ora, ora dove mi mette il tempo, ad aspettare il futuro e perdermi nel passato.
Sono me, la me che siede sulle orecchie, sulle dita, sugli occhi, sulla lingua. La me che raccoglie fiori lungo il fiume.
Sono irreale nella realtà che è tutta illusione, sono così che se un forte vento spazza tutto via, spazza via anche me.
Sono vuota di un vuoto incontenuto e senza involucro.
Sono un'onda senza sponda, senza faro e senza navi a navigarla.
Sono me, io, qui, in trappola.
L'irreale è più potente del reale.
RispondiEliminaA volte la trappola ce la costruiamo noi, con noi stessi; è quindi ancora più difficile uscirne.
vorrei vederti cogliere i fiori in riva al fiume!
RispondiEliminati abbraccio
bellissimo, un bacio
RispondiEliminaCi sei. Sono lieta del pensiero che tu ci sia, mi ritengo fortunata.
RispondiElimina*Ti stringo*
La nostra trappola costruita su misura da noi stesse. E ci sentiamo così protette qui dentro che non ne usciamo più,si.
RispondiEliminaVuote,vuote più del vuoto stesso.
Un abbraccio,piccola.
Sono vuota di un vuoto incontenuto e senza involucro.
RispondiEliminaLa tatuerei sulla pelle...
Provo sensazioni affini.
RispondiEliminaHo visto che anche tu hai partecipato al gioco della cena, sono contenta, dalle persone che vorremmo avere come commensali si capisce molto di noi...
un saluto
M.
Ah... non mi stupisce che ti piaccia la Gualtieri, invece Patrizia Cavalli la conosci? anche lei è una poetessa molto brava, bellissima la sua raccolta: Pigre divinità, pigra sorte.
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